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Riflessioni più o meno serie di un "eretico" riformista del Ventunesimo Secolo
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La mia biografia...
Angelo Pugliese, 33anni,classe 1975, giornalista pubblicista, laureato in scienze politiche alla Sapienza con una tesi sulla festa del 2 giugno vista attraverso i giornali tra il 1946 e il 1978, ha intervistato per giornali e radio locali della sua città, Mimosa Martini, Luciano De Crescenzo, Valerio Massimo Manfredi, Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini, Nicolò Ammaniti.
Ha collaborato ai contenuti dei portali istituzionali www.italia.gov.it e www.impresa.gov.it  e ora collabora con l'ufficio comunicazione del Comune di Pomezia.
Tifa Juve, ma vedrebbe una squadra bianconera con presidente Veltroni e che giochi allo Stadio Olimpico. Ama la musica d'autore italiana di stampo romano degli anni '70 ( Venditti e De Gregori) ma da poco ha scoperto gli U2 e ne è rimasto colpito..Ama scrutare il cielo e perciò è un appassionato di astronomia...
Attualmente è direttore della testata giornalistica online www.eumagazine.it che invita tutti a visitare e scrive come sempre sul "Granchio" ( www.ilgranchio.it)  e sostiene Barack Obama alla presidenza degli Usa.


 

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5 novembre 2008

Obama Presidente

Due anni fa scrissi che Obama era il futuro americano in questo blog.

Ora anche gli americani se ne sono resi conto.

Alle ore 5.00 di stamattina la Storia si è presentata e senza bussare ha dato agli Stati Uniti una nuova ennesima possibilità di rigenerazione di ideali.

Il contesto in cui il Presidente eletto eserciterà il suo mandato è difficilissimo.

Una crisi economica globale, una questione iraniana da chiarire, una guerra al terrorismo da vincere in Afghanistan senza perdere la pace.

Ma Obama ha fatto l'impossibile finora. Aspettiamoci perciò anche l'irreale!


7 marzo 2008

Chi sarà il vicepresidente di McCain?


John McCain, dopo il 4 marzo è il candidato ufficiale del Partito Repubblicano per le elezioni presidenziali. E ha 4 mesi circa, per decidere chi sarà il suo candidato alla vice presidenza. Un ruolo, quello dei vice presidenti, che nel sistema costituzionale americano, ha accresciuto col passare del tempo, il proprio peso e il proprio ruolo, fino ad arrivare nel caso di Cheney, secondo alcuni osservatori, vero "Deus ex machina" dell'amministrazione Bush. Senza contare che è il vice presidente a subentrare immediatamente in caso di morte o di dimissioni del "Commander in Chief". McCain ha 72 anni, se eletto, sarebbe il presidente più anziano, persino più anziano di Ronald Reagan, quando fu eletto nel novembre 1980, che ne aveva solo 69. La scelta del suo vice, se messa a confronto con un eventuale "dream ticket" Clinton-Obama o Obama-Clinton sarà fondamentale. Qualcuno ha fatto il nome di Condy Rice, altri quello di Colin Powell, ma non è da sottovalutare Rudolph Giuliani. L'ex sindaco della "Grande Mela", potrebbe essere il vice ideale, per Mccain, mentre non poteva essere il candidato ideale per il "G.O.P". Se McCain, vuole coniugare conservatorismo e aperture sui diritti civili, Giuliani è sicuramente l'uomo giusto. Comunque di tempo il runner repubblicano ne ha disposizione, anche fin troppo. E molto dipendenderà da quello che succederà nella parte avversa, a Denver, a fine agosto.
Fonte immagine: http://brouhaha.blogs.com/brouhaha/images/mccain.gif


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27 febbraio 2008

Obama: non mi ero sbagliato.

Un Ticket possibile? 
Ritorno a scrivere sul mio blog dopo quasi un anno per parlare di Barack Obama. Quando scrissi nel novembre 2006 quel post ispirato alla copertina di "Time", non molti conoscevano il possibile candidato alla presidenza del Pd americano. I più attenti forse si ricordavano un suo memorabile discorso alla convention democratica del 2004. Ma nessuno credeva che il senatore di Chicago poteva avere serie possibilità di riuscire nel suo cammino. Invece, a poche ore dal 4 marzo, sembra che Obama sia oramai il favorito e che si ponga tranquillo nella posizione di chi oramai può davvero puntare alla campagna vera e propria contro il candidato repubblicano, John McCain. Barack rappresenta il cambiamento, si è detto tanto, in questi giorni e sicuramente è il più grande ostacolo che la senatrice di NY poteva trovarsi in questo 2008 presidenziale. Ma Hillary Rodham Clinton, non poteva che fare altrimenti. O quest'anno o mai più. Qualcuno parla di un "dream ticket" tra i due. Non è una cosa oramai da escludere.Aspettiamo martedì. come sempre in questo inverno americano...di primarie e di sogni. Per un America nuova che vogliamo.


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11 maggio 2007

Perchè Sarkozy non è Berlusconi



Nicholas Sarkozy non è Berlusconi. Il centrodestra italiano, in particolar modo il suo leader "maximo" rivendica la parternità politica dei principi ispiratori del nuovo Presidente della Repubblica Francese. Ma il nuovo inquilino dell'Eliseo tutto può essere definito meno che un "Berlusconi" oltralpe.Nicholas ha intenzione di puntare sull'ambiente come dimostra la sua richiesta agli Stati Uniti di riaprire il dialogo sul tema del surriscaldamento globale e ha intenzione di far approvare un Trattato sui valori politici dell'Unione Europea, snello ed efficace, che forse potrebbe davvero essere la Costituzione Europea, che invano abbiamo aspettato a Roma nel 2005.Sarkozy è oltre il centrodestra e il centrosinistra italiano. E' Un presidente della repubblica che ha intenzione di governare per riformare.A Segolene Royal, dall'altra parte, il compito di procedere senza tentennamenti alla nascita di un PD francese, prima che sia troppo tardi e si decreti la morte del Partito Socialista perchè mancanza di base elettorale e di idee per il XXI secolo.




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10 maggio 2007

Tony Blair: 10 anni Diversi




 

Tony Blair si dimette. Oramai è ufficiale. Stamattina, lo hanno confermato fonti di Downing Street, l’inquilino del numero 10  ha rassegnato le dimissioni da capo del suo partito, il Labour, e così, per via della prassi non scritta ma affermata da più di tre secoli di storia  del diritto costituzionale britannico, avvia il meccanismo che porterà nell’arco di sei settimane, il suo ministro dell’Economia, Gordon Brown a prenderne il posto alla guida del governo di Sua Maestà. Dieci anni al numero 10. Si potrebbe sintetizzare così la vita politica di un uomo che ha modernizzato e riportato alla vittoria un Partito che dopo gli anni della Thatcher era rimasto traumatizzato dalla paura di governare e di innovare, che ha vissuto eventi epici e drammatici nella storia del Regno Unito, come la morte della principessa Diana e gli attentati del 7 luglio 2005 e che ha fatto delle scelte difficili, forse condivisibili forse no, sulla collocazione della Gan Bretagna nel mondo. Quando il 2 maggio 1997 il primo ministro più giovane del XX secolo vinse le elezioni per la prima volta mandando a casa John Major e i Tories, la voglia di cambiamento c’era, ma nessuno sapeva dove indirizzarla. Blair ha deciso di darle un indirizzo, puntando alla creazione di uno stato sociale leggero ma non invisibile, riportando il tema delle pari opportunità nel mondo del lavoro come centrale, decidendo di soddisfare l’esigenza di sicurezza senza nascondersi dietro paraventi ideologici. E’ stato l’uomo che ha deciso di trattare con L’Ira e lo Sinn Fein, senza tuttavia cedere quando queste forze esitavano nel processo di pace in Ulster; è stato colui che ha creduto che nel 1999 non si potesse permettere alla Serbia di Milosevic di procedere ad un altro sterminio verso i mussulmani ma che nel 2001 non ha esitato a schierarsi con gli Usa, dopo l'attacco terroristico più drammatico della storia.. Certo c’è l’Iraq, una guerra che, a detta del suo partito e della maggioranza degli inglesi, è stata una scelta sbagliata, ma che per Tony Blair ha sempre avuto un significato diverso da quello di George W.Bush. Per questa scelta sbagliata, il leader scozzese decide di pagare pegno e andare via prima per salvare il Labour dal declino.  Del resto, come lui stesso affermò nel settembre 2003 “Il momento giusto per giudicare chi fa politica non è quello in cui si prendono le decisioni più facili”.La Sinistra Italiana, quella dei Mussi e dei Salvi, che preferisce non innovare, quella che ha derive terzomondiste e preferisce riscaldarsi al calduccio delle ceneri delle ideologie oramai spente degli anni '70, non può rendergli merito. Ma Blair verrà onorato dalla Sinistra Europea che ora lo contesta. Egli è stato davvero il Nuovo.




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20 novembre 2006

La "prima volta" di Napolitano



Stamattina, Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato in visita privata in Vaticano da Benedetto XVI. E', la prima volta, che un erede della tradizione del Pci è Capo dello Stato ed è la prima volta che si reca in visita con questa veste dal Pontefice. Ed è anche per Joseph Ratzinger, la prima volta col nuovo inquilino del Quirinale. Con Ciampi e Wojtyla, il rapporto era idilliaco, quasi quanto quello tra Pertini e il papa polacco. Il rapporto tra il primo dei comunisti che varcò l'oceano per vedere e incontrare uomini di governo Usa e di colui che del comunismo di stampo sovietico fu un oppositore è da costruire. Da parte di entrambi, pare che ci sia, molta attenzione a cercare piuttosto ciò che unisce rispetto a ciò che divide. Nel rispetto delle diverse sfere di interesse. Lo auspichiamo. Come auspichiamo che il segretario del Papa, eviti di occuparsi di Fiorello e Crozza e casomai provi a vedere ciò che ama criticare.




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15 novembre 2006

La scoperta censurata?





Forse qualcuno di voi ha avuto la ventura di capitare sul sito di Rainews24, la "all news" informativa che la nostra Tv di Stato trasmette sul satellite e su Rai3 durante la notte. Sul portale dell'emittente, ci sono diverse inchieste, di un certo livello, che vengono tenute in archivio, che riescono a scoprire cose davvero sorpendenti. Il bombardamento al fosforo di Falluja lo hanno scoperto loro, per capirci. Io non sono venato dell'antiamericanismo che a volte, serpeggia nel lavoro dei colleghi di Rainews24, ma non per questo non posso esimermi dal fare loro i complimenti quando fanno scoperte come questa: L'Italia ha scoperto la "fusione a freddo", un modo di fare nucleare, pulito e praticamente senza rischi e bisogno di risorse prime, ma qualcuno ha messo a tacere. Andate a vedere il filmato qui http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp e poi giudicate voi. E' comunque una inchiesta che merita di essere discussa. Specialmente alle soglie di un inverno che ci prepariamo a vivere, contenti di avere dato l'esclusiva per il riscaldamento delle nostre case a Putin, grazie all'accordo tra l'italiana Eni e la russa Gazprom.Che soddisfazione...




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13 novembre 2006

Stasera piange Napoli...



Chi scrive non è mai stato un amante della musica di Mario Merola e non è mai stato amante delle "sceneggiate" in generale. Ma chi scrive rimane tuttavia colpito da come in effetti questo signore di 72 anni, che nella vita ha riassunto un pò di quelli che sono gli stereotipi e le necessità dell'italiano povero del dopoguerra che ha sofferto la fame e gli stenti, sia comunque riuscito a diventare una icona "pop" della sua città, Napoli e forse anche un simbolo diverso, più vincente. Penso che l'icona di Merola si possa fondere in questa foto qui sopra, in cui il vecchio dirigente ex comunista ora Governatore della Campania, conferisce al sicuramente "democristiano" cantante del popolo partenopeo, una onorificenza, ma allo stesso tempo, gli dona un pupazzo. Un oggetto, insignificante, forse ridicolo, ma che raffigura "lo zappatore". Zappatore. Già Merola ha zappato la terra della musica napoletana. Forse i suoi frutti non possono piacere. Ma se qualcuno, invece di andare a sparare o a rubare, ha preferito mettersi a suonare un pianoforte, grazie a lui, forse anche lui ha seminato qualcosa di buono nella sua vita.




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10 novembre 2006

Barak Obama: Il Leader del Futuro Americano




E' afro-americano, nel senso più vero del termine, in quanto figlio di un economista kenyota che non ha quasi mai conosciuto, morto nel 1982, e una madre americana del Kansas, ma non ha passato la sua infanzia nel classico stato del Sud, stereotipo della minoranza nera negli Usa, bensì nelle Isole Hawaii, precisamente ad Honolulu, città che a noi italiani ricorda telefilm polizieschi e camicie a fiori, ma che ha una sua particolare dignità nella storia americana. Ha conosciuto le tensioni di uno stato islamico, poichè si è trasferito con la mamma in Indonesia ma poi ha preferito tornare a completare i suoi studi nella Profonda America. Stiamo Parlando di Barak Obama, 45enne senatore al Congresso Usa, in rappresentanza dello Stato dell'Illinois, membro del Partito Democratico che fu di Kennedy e di Clinton, perfetta sintesi tra Gandhi, Martin Luther King e Eisenhower.La differenza, la novità che contraddistingue Obama, da altri leader afroamericani che hanno tentato di emergere nel panorama politico Usa è riscontrabile, nel suo parlare al "Cuore" degli Americani e non solo degli afro-americani. E' stato umano anche lui nella sua giovinezza, ha avuto i suoi dubbi, ha fatto uso di marijuana ma è stato anche abbastanza intelligente da non farne nè un difetto ma neanche un pregio per la sua carriera politica.

E' entrato in politica, dopo una brillante e celere carriera di avvocato solo meno di due anni fa, per subentrare in un collegio dato per perso, ed ha vinto straordinariamente. E' sicuramente uno dei papabili alla Casa Bianca, proprio per la sua natura di outsider, che lo fa accostare solo ad un leader nella storia americana: John Fitzgerald Kennedy. Ma Obama è anche più sorprendente. Kennedy aveva mezzi e denaro sufficiente. Omaba ha dalla sua una oratoria eccezionale. In questo ricorda Bill Clinton, altro grande selfmademan della storia americana, nato da una madre vedova sposata in seconde nozze con un alcoolizzato.Situazione molto simile a quella che ha vissuto il giovane Barak che da una parte non ha mai conosciuto bene suo padre e dall'altra ha scoperto solo dopo la sua morte, di avere avuto anche lui un padre dedito a problemi di alcool, nonostante una formale educazione rigida nel suo Paese di origine.
Di recente ha detto:
"Quando percorri il corridoio del Senato, dove sono appesi i ritratti dei 43 presidenti americani, vedi che solo una decina tra loro hanno veramente ispirato la nazione. Gli altri si sono limitati a dare il loro meglio". Di certo forse manca un pò di modestia, ma quest'altra affermazione secondo me chiarisce ancora meglio il suo progetto: "Bisogna cambiare questo paese, è questa l'unica vera ragione per diventare presidente"
Il "Time" ci crede e gli ha dedicato la Copertina. Anche io ho qualche speranza.Esiste un Barak Obamain Italia?Chissà...




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24 ottobre 2006

Perchè bisogna tifare Palermo

La vittoria della squadra di Guidolin a San Siro è davvero qualcosa che travalica i confini tra realtà e la fantascienza calcistica. Ed è forse una delle poche ragioni per poter guardare ancora qualche partita di questo campionato delle "incompiute". La autolesionista squadra giallorossa riesce a perdere a Reggio Calabria mentre l'Inter è alla continua ricerca di se stessa. Il Palermo dell'ex tecnico del Monaco è l'unica squadra che davvero può ricordare i fasti del Verona del 1985 e del Cagliari del 1970. Forse vale la pena davvero tifare rosanero in questo campionato orfano della Juventus, che per ora, sta dando lustro ad un campionato di serie B, altrimenti davvero anonimo.




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